mercoledì 30 novembre 2016

Christmas Book Challenge + Giveaway natalizio

Ciao a tutti i miei amici lettori, oggi ho una sorpresa per voi! Visto che questo è il primo natale del blog, la Contessa ha deciso di trascorrerlo come si deve e di creare una meravigliosa atmosfera natalizia anche qui. Come? Beh, niente di più semplice: condividendo le nostre letture natalizie attraverso un Christmas Book Challenge, cioè una sorta di calendario delle letture che intraprenderemo dal primo al 31 dicembre e che poi terminerà con un meraviglioso Giveaway natalizio. Ecco lo schema da seguire del CBC:




Regole:


1) Diventare lettori fissi del blog, seguire la pagina fb (qui) e quella instagram (qui ovviamente per chi ha un profilo instagram se no non fa nulla) e condividere sui vostri social la locandina sovrastante del Christmas Book Challenge.

2) Postare le foto seguendo la categoria del giorno taggando sul proprio profilo fb e/o instagram  la pagina della contessa rampante e inserendo i seguenti hashtag: #lacontessarampante e #christmasbookchallenge.

3) Questa non è una regola, però volevo aggiungere che non è necessario postare tutti i giorni, perché  questo è un evento creato solo per condividere le nostre letture e la nostra passione per i libri. Anche se più postate più ci saranno possibilità per voi di vincere.

4) Il 1 gennaio al termine del CBC sarà creato un album sulla pagina facebook del blog con le foto più belle, che la contessa sceglierà giorno per giorno tra quelle condivise con l'apposito tag o hasthtag. La foto che riceverà più mi piace, sarà premiata con un regalo libroso che vi svelerò nei prossimi giorni.


Invito a partecipare anche i miei amici blogger  e spero lo facciano perché sarei davvero felice di condividere con loro questo evento. Infine, voglio dirvi che anche io posterò le mie foto giorno per giorno, così da potermi divertire con voi.

Allora che ne dite, siete pronti a partecipare? Spero che vi piaccia questa nuova Challenge, ma se avete perplessità, dubbi o consigli scrivetemi pure. Un bacione a tutti voi :)

giovedì 24 novembre 2016

Un luogo magico per i lettori: il treno

L'altro giorno ero in treno ed ovviamente leggevo un libro (non vi svelo il titolo perché sarà oggetto della mia prossima recensione). Non so se accade anche a voi, ma quando viaggio e sono circondata da altri lettori come me, amo sbirciare il titolo del romanzo che stanno leggendo. Il motivo di ciò è molto semplice: in questo modo so esattamente di che tipo di lettore si tratta. 

Quando guardo intensamente una persona che legge, finisco spesso per incrociare il suo sguardo. A questo punto se mi sorride, significa che mi capisce, che anche lei vuole sbirciare ciò che sto leggendo io, perché siamo anime affini e ci intendiamo alla perfezione. Se invece mi guarda contrariata, allora per me non si tratta di un vero lettore, ma solo uno di quelli che si è trovato un libro in mano ed ha deciso di dargli uno sguardo, perché annoiato dal suo viaggio. Poi quel romanzo finirà in un angolo della sua casa, le sue pagine si ingialliranno, fino a quando non sarà gettato e nessuno avrà potuto emozionarsi e commuoversi davanti ad esso. Sì, lo so, a volte mi faccio dei film mentali davvero strani, ma sono fatta così. I libri sono il mio tesoro e pensare che qualcun altro possa disfarsene con tanta facilità mi far star male. 

Detto ciò, ritorniamo ad uno dei luoghi più amati da noi lettori: il treno. Perché ci piace così tanto leggere mentre viaggiamo ad alta velocità o meno? Ve lo siete mai chiesti? Io si. 
Sembra scontato dirlo, ma leggere vuol dire conoscere nuovi mondi, entrare in contatto con storie sempre diverse e meravigliarsi davanti a delle cose di cui ignoravamo l'esistenza. E in fondo viaggiare non significa la stessa cosa? Quando decido di partire lo faccio perché mi aspetto di tornare con un bagaglio più pesante (e non parlo dei vestiti che comprerò durante il viaggio) e con la consapevolezza che c'è un mondo da scoprire là fuori, con i suoi segreti e i suoi luoghi meravigliosi. Quindi leggere un libro in treno, vuol dire viaggiare due volte: una con la fantasia e l'altra con la realtà. 

A questo punto mi sono posta un'altra domanda. Noi viaggiamo anche in aereo, in auto, in pullman, allora perché proprio il treno è il luogo più amato da noi lettori? Secondo me la risposta è da rintracciare in ciò che riusciamo ad osservare durante il nostro viaggio. In aereo guardiamo le nuvole, il cielo, e le città più vicine appaiono soltanto dei puntini visti dall'alto, i finestrini delle auto sono davvero troppo piccoli e finiscono per celarci le più piccole meraviglie che il viaggio può riservarci ed infine il pullman è sinonimo di "caos", fatto di canti stonati e pettegolezzi da liceali. Il treno è, invece, la nostra unica occasione per poter leggere in tranquillità (o quasi) e goderci il panorama che ci condurrà fino alla meta prescelta. Il paesaggio ci consentirà di immaginarci il luogo delle nostre vacanze, i colori che incroceremo ci daranno sensazioni differenti (quando i miei occhi incontrano il verde so già che il luogo in cui andrò mi piacerà) ed infine il rumore delle rotaie diventerà un tutt'uno con noi e le pagine del  libro che ci accingiamo a leggere. 

E voi cosa ne pensate? Amate come me leggere in treno oppure preferite qualche altro mezzo di trasporto? 

Fatemelo sapere, intanto vi lascio con una foto scattata dal mio fidanzato, in cui sono completamente catturata dal paesaggio berlinese, mentre dalla stazione centrale di Berlino mi accingevo a raggiungere Alexanderplatz!




lunedì 14 novembre 2016

The Crown: l'austera regina e la principessa infelice

So che questo è un blog letterario, ma oggi voglio fare un'eccezione e parlarvi di un telefilm che mi ha davvero colpita e di cui consiglio la visione a tutti voi. Si tratta di The Crown, la serie prodotta da Netflix che racconta la storia della regina più amata e che detiene il record per il periodo di reggenza più lungo (ha anche superato la regina Vittoria). La prima stagione è composta da 10 episodi e prende le mosse dall'anno 1947 con il matrimonio di Elisabetta e Filippo, mentre si conclude nel 1955 con le dimissioni di Churchill dalla carica di primo ministro, passata ad Anthony Eden.
Ecco la mia opinione sui personaggi più importanti di questa serie:





La regina Elisabetta (interpretata nella serie da Claire Foy): In questa serie Elisabetta appare soltanto apparentemente come una donna fragile, ma in realtà lei sa davvero quello che fa e sa quello che vuole. Ricordiamo che Lillibeth (così viene chiamata dalla sua famiglia fin dall'infanzia), non era destinata al trono, ma solo grazie all'abdicazione di suo zio Eduardo VIII (che rinunciò al trono per sposare la pluridivorziata Wallis Simpson), Giorgio VI divenne re e lei principessa e futura regina. Elisabetta sceglierà sempre la corona, mettendo da parte anche suo marito Filippo, la cura dei suoi bambini e gli interessi dei suoi familiari. E' una sovrana e ciò può essere compreso da noi comuni mortali, ma alcune volte io non so proprio come lei abbia fatto a scegliere il regno invece del bene delle persone che la amano e la proteggono. 


La principessa Margaret (interpretata da Vanessa Kirby): Margaret è completamente diversa da Elisabetta, è più estroversa, brillante, carismatica e trasgressiva. Lei è sempre stata la preferita del re, infatti Giorgio VI diceva: "Elisabetta è il mio orgoglio, ma Margaret è la mia gioia". Quello che più mi ha colpito di questo personaggio è la sua storia d'amore con il colonnello Peter Townsend, lo scudiero del re di 16 anni più grande di lei. Elisabetta, prima promise alla sorella che l'avrebbe aiutata a coronare il suo sogno d'amore, ma poi le tolse ogni speranza scegliendo di non mettersi contro la Chiesa anglicana, visto che Townsend era sposato. Questa storia raccontata dalla serie tv è realmente accaduta e dal momento della grande rinuncia in poi, Margaret è sempre stata ricordata come la principessa triste. Ecco una foto di Peter Townsend in compagnia di Margaret:






Il principe Filippo (interpretato da Matt Smith): Nel telefilm l'unione di Filippo ed Elisabetta non è benedetta al 100% dalla famiglia reale, mentre nella realtà non è stato così. In ogni caso Filippo non rappresenta di certo l'immagine del principe azzurro: è un uomo sempre insoddisfatto per il ruolo che ricopre, cioè quello di consorte che deve sempre stare un passo indietro alla regina; esce tutte le sere a far baldoria e sa soltanto rimproverare Elisabetta per il ruolo che occupa e per le scelte che effettua. Nonostante ciò è molto premuroso con i suoi figli (nella serie sono già nati soltanto Carlo e Anna) e odia allontanarsi da loro. 


Winston Churchill (interpretato da John Lithgow): A ricoprire un ruolo importante in questa prima stagione è di certo il primo ministro Winston Churchill, ormai giunto al suo ultimo mandato. Questo personaggio mi ha sempre fatto una grande tenerezza, pur stimandolo molto perché è una figura leggendaria di cui noi oggi apprendiamo le imprese dai libri di scuola. Churchill è un uomo anziano, ma che mantiene la sua autorità e riconosce i suoi errori. Sa consigliare in modo saggio e puntuale la sovrana, e pur combattendo contro la sua vecchiaia che gli impedisce di partecipare totalmente agli eventi più importanti del paese che guida, alla fine capisce che è il momento di lasciare che la sua carica sia ricoperta dal suo successore e così rassegna le  dimissioni alla regina che, però, lo considererà sempre un grande consigliere e amico. 

Dopo avervi espresso le mie opinioni su The Crown, spero di avervi anche incuriosito. Fatemi sapere le vostre opinioni se lo guarderete o se lo avete già fatto lasciate un commento sotto questo post, perché sono curiosissima!

martedì 27 settembre 2016

Memorie di un sognatore abusivo di Paolo Pasi

Care amici, oggi vi parlerò di un libro appartenente al genere della fantascienza. Non ho letto molti romanzi fantascientifici, ma questo mi ha realmente colpito: non ci sono mostri, non c'è violenza e soprattutto non si tratta delle solite storie lette e rilette. Vi ho incuriosito? Bene, passiamo alla scheda.



Titolo: Memorie di un sognatore abusivo
Autore: Paolo Pasi
Editore: Edizioni Spartaco
Pagine: 214
Prezzo: 14 euro

Trama: Il romanzo è ambiato nel 2035, in una città nella quale non esistono più tasse ad eccezione di una: quella onirica. I sogni sono controllati da una macchina chiamata X-19 che li riceve e di divide in categorie diverse, quelli di categoria A sono i più costosi, ai quali si susseguono quelli del gruppo B e di quello C. Il protagonista dell'opera è un sognatore incallito, non riesce ad addormentarsi senza perdersi nella sua immaginazione e quando si risveglia la X-19 gli presenta il conto, facendo aumentare i suoi debiti. Bob, così si chiama il protagonista, lavora in un negozio chiamato " Chi paga rompe", ha uno stipendio misero e ha deciso di separarsi da sua moglie Mara perché in due sognavano troppo. Quando ormai sarà sull'orlo del baratro e lontano dal trovare una soluzione ai suoi problemi, la sua vita sarà scossa da grandi cambiamenti, ma Bob sarà pronto ad affrontarli?




Avete mai pensato al fatto che qualcuno potesse controllare e tassare i vostri sogni? Sono sicura che la vostra risposta sia no! Beh anche la mia lo è, soprattutto perché credo che se qualcuno vedesse i miei sogni potrebbe prendermi per matta! Sono davvero gelosa della mia fantasia ed immaginazione, come lo è ognuno di noi. Mi sono immedesimata in Bob perché, io come lui, sono una grande sognatrice e se qualcuno mi dicesse che ciò che immagino durante la notte ha un prezzo da pagare, credo che finirei in banca rotta, Ma come sfuggire a ciò? Il protagonista di quest'opera pensa di intraprendere una carriera da gangster e tenta di trovare la soluzione in medicinali sponsorizzati che promettono di far dormire un individuo ad occhi aperti, questo però non basta. Allora uno che fa? Si rifugia nell'amore e cerca disperatamente di fregare il sistema. Non vi dirò se il nostro Bob ce la farà o meno, dovete leggere il libro e scoprirlo da voi, ma quello che posso affermare con certezza è che "Memorie di un sognatore abusivo" è un romanzo fuori dal comune e di certo non vi deluderà!

Buona letture miei cari e alla prossima! 





mercoledì 1 giugno 2016

Recensione: L'ombra del vento

Cari amici, in questi mesi ho avuto il piacere di "incontrare" davvero tantissimi romanzi che mi hanno colpito in positivo. Uno di questi è L'ombra del vento
Ho inserito questo libro in una delle categorie dell' IBC 2016, precisamente quella in cui si chiedeva di leggere un testo ambientato nella città che il lettore maggiormente amava ed io non potevo che scegliere la mia adorata Barcellona!

Ecco la scheda di presentazione di questo romanzo:


Titolo: L'ombra del vento
Data di pubblicazione: 2001
Supporto: cartaceo 
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Edizione: Oscar Mondadori
Pagine: 417
Prezzo: 12 euro
Citazione preferita: "Esistono prigioni peggiori delle parole"

Trama: A Barcellona nell'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati, conduce il figlio undicenne, Daniel, al cimitero dei libri usati. Proprio in questo luogo, il giovane si sconterà con L'ombra del vento, un romanzo scritto dal misterioso Julian Carax. Dall'ora poi , a causa di questo libro maledetto, Daniel  si imbatterà in un tragico ed enigmatico passato, incontrerà volti amici e nemici, ma soprattutto troverà l'amore della sua vita.






Come faccio sempre per i libri che più mi hanno colpita, voglio fornire a voi degli input tematici che vi permetteranno di capire meglio il romanzo e probabilmente vi spingeranno a comprarlo o se già lo avete, a prenderlo dalla vostra libreria e finalmente leggerlo.


Un libro che parla di libri

"Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un' anima, l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza."

I lettori con la L maiuscola, sanno riconoscere quelli come loro.  L'opera misteriosa di Zafon gira tutta intorno ai libri ed anche se non conosco particolarmente l'autore, mi sembra di capire che sia un grande amante non solo della scrittura ma anche della lettura. Testimoni di ciò sono i luoghi presenti all'interno del romanzo, come il Cimitero dei libri dimenticati, una sorta di paradiso dei lettori, in cui sicuramente ognuno di noi riuscirebbe a trovare un tesoro di cui qualcun altro, non comprendendone il valore, ha voluto disfarsi. Il padre di Daniel è poi un libraio e suo figlio erediterà la libreria di famiglia. 
C'è poi una cosa che invidio a Daniel, lui ha letto "L'ombra del vento" di Julian Carax ed io no.

Il mistero

Che fine avrà fatto Julian Carax? Ma soprattutto chi è? Queste sono le domande che vi assaliranno, ma Zafon è bravo a svelarci la storia un tassello alla volta. Questo vi "costringerà" a dedicare ore e ore alla lettura (sottraendole allo studio nel mio caso), cercando di  scoprire chi "ci" ha imbrogliati, chi ha detto la verità, ma quando un personaggio in particolare vi svelerà ogni cosa, vorrete tornare indietro e rileggere la storia da capo, essendo ormai consapevoli di tutto.
Vorrei tanto parlarvi della rivelazione più importante di tutto il romanzo, che mi ha lasciata senza parole, però sono buona e non lo faccio, ma una volta che lo avrete terminato capirete subito a cosa mi riferisco!

La storia si ripete


Daniel e Julian vivono quasi la medesima storia, solo che per il primo termina in positivo mentre per secondo non si può dire lo stesso. Carax è un uomo che ha sfiorato l'amore, ma lo ha perduto. La sfortunata Penelope (amata da Julian), rivive però nella figura di Bea, la sorella di Thomas Aguilar di cui Daniel è completamente innamorato. Anche queste due figure femminili hanno molto in comune, Julian consapevole di ciò, cercherà infatti di aiutare la coppia di ragazzi a coronare il loro sogno d'amore e riscatterà la propria esistenza.


Fermin Romero de Torres


"Come ci insegna Freud, la donna desidera il contrario di ciò che pensa o afferma, il che, a ben vedere, non è affatto un problema, in quanto l' uomo, come tutti sanno, obbedisce invece agli stimoli del proprio apparato genitale o digestivo."


Io amo Fermin, perché è il personaggio che ha una parola di consolazione per tutti, uno che ha sempre una battuta da pronunciare e cerca il lato positivo di ogni cosa. Lo apprezzo ancora di più  dal  perché ha avuto un passato difficile e tormentato, è stato in prigione ed è continuamente seguito e ostacolato dal commissario Fumero. Fermin vi farà ridere dall'inizio alla fine dell'opera e cercherà anche di smorzare i momenti più drammatici a cui assisteremo.


L'ambientazione


Come vi ho già anticipato, ho scelto questo romanzo soprattutto per la sua ambientazione. Non ho viaggiato tantissimo, ma delle poche mete che ho visitato Barcellona è la mia preferita. E' una città dove moderno e antico si incontrano e si fondono e questo romanzo me l' ha ricordata piacevolmente. Nuria e Julian camminano lungo la spiaggia della Barceloneta, Daniel attraversa Plaça Catalunya in tram, passeggia sulla Rambla e  si reca a Plaça de Sant Felip Neri per parlare proprio con Nuria, che lì vive. Ho citato solo pochi dei luoghi presenti all'interno dell'opera di Zafon, ma ne troverete molti altri durante la vostra lettura, che vi mostreranno uno dei volti di questa magnifica città spagnola.


Potrei dirvi ancora mille cose su questo romanzo, ma finirei con  il svelarvi troppo e quindi cerco di tacere e di lasciarvi il piacere di questa nuova lettura tutta da scoprire.

Un bacione amici e a presto!


sabato 14 maggio 2016

Recensione: Il cavaliere d'inverno

Cari lettori, oggi vi parlerò di un libro che ho amato sin dalla prima pagina e spero di convincervi a leggerlo, perché se non lo farete vi perdere davvero tanto. Ecco la scheda di presentazione:


Titolo: Il cavaliere d'inverno
Autrice: Paullina  Simons
Anno di pubblicazione: 2000
Titolo originale: The bronze horseman
Edizione: BUR
Pagine: 697
Prezzo: 10 euro 
Citazione preferita: " << Ho trovato il vero amore sulle rive del Kama.>>
<< Io l'ho trovato in via Saltjkova - Scedrina, mentre mangiavo il gelato seduta su una panchina.>>
<< Non mi hai trovato Tatia. Non mi stavi neanche cercando. Sono io che ti ho trovata.>>
Lunga pausa.
<< Tu mi.. stavi cercando? >>
<< Da una vita>>. "

Trama: Leningrado, estate 1941. Tatiana e Dasha sono sorelle e condividono tutto, perfino il letto nella loro casa affollata, in cui vivono con i genitori e i nonni. Dasha ha un nuovo fidanzato e non vede l'ora di presentarlo a Tatiana, ma un annuncio alla radio manda di colpo in pezzi la loro serenità: il generale Molotov comunica che la Germania ha invaso la Russia. E' iniziata la guerra.
Tatiana, uscita per fare scorte di cibo, incontra Alexander un giovane ufficiale dell'Armata Rossa. Tra loro nasce un'attrazione irresistibile, ma non sanno che il loro amore è proibito. Tra morte, passione e odio si consuma la guerra, chi sopravviverà a tutto questo?




Come avrete potuto notare dalla trama, in questo romanzo c'è tutto: amore, desiderio, storia, guerra, odio e via discorrendo. Non esagero dicendovi che appena l'ho terminato, mi ci è voluto un po' per prendere in mano un altro libro, perché "Il cavaliere d'inverno" mi ha lasciato tanto, in troppo poco tempo da riuscire a metabollizarlo e da lasciare andare i personaggi a cui mi sono legata, come se fossero miei amici. 
Ho deciso così di passare in rassegna i contenuti che mi hanno più colpita, in modo da darvi un' idea più precisa della lettura che vi sto consigliando e che ( se riesco a convincervi), affronterete.


LA GUERRA: Ho studiato guerre di tutti i tipi, ho guardato film e documentari di ogni genere, ma mai sono riuscita a comprenderne una così tanto. Credetemi se vi dico che vi sembrerà di essere lì e vivere l'attacco di Hitler alla Russia con tutti gli altri personaggi. Questo perché Paullina Simons non tace su nulla: sulla razione quotidiana del pane che ricevevano i lavoratori, i soldati e le persone a carico della famiglia, il numero delle vittime, la violenza delle bombe, ma soprattutto la fame (non vi anticipo niente, capirete tutto leggendo il libro).

DASHA: Dasha è la sorella maggiore di Tatiana, in molti la odiano, ma io no. Erroneamente diversi lettori credono che sia Tania la più fragile, ma io ho capito fin dalla prima volta che ho incontrato questo personaggio che non è così. Dasha è egoista, perché sa che la sorella vale molto più di lei. Conosce la verità ( non posso dirvi su cosa ma lo scoprirete), eppure fa finta di non vedere, perché non vuole perdere l'amore della sua vita, vuole sposarsi e diventare una donna. Ho pianto molto per lei, per il suo sfortunato destino.

DIMITRI: In questo romanzo troviamo anche la figura dell'inetto, opportunista e subdolo Dimitri. Quest'ultimo è "un amico" di Alexander, i due sono stati al fronte insieme ed hanno un segreto che li lega. Su questo farà leva Dimitri per ottenere tutto quello che vuole dall''ufficiale, anche la sua felicità. Inutile dire che non sopporto questo personaggio, ma tranquilli, alla fine avrà ciò che si merita.

L'AMORE:  

"Eri seduta da sola su questa panchina,col tuo sguardo da bambina indifesa,i capelli biondi e gli occhi radiosi. Mangiavi il gelato con un gusto e una dolcezza tali che non potevo credere ai miei occhi. Era come se non ci fosse nient'altro al mondo,in quella domenica d'estate. Ti sto dicendo tutto questo,in modo che se avrai bisogno di coraggio in futuro e io non saró accanto a te,saprai dove cercarlo. Eri lì che mangiavi il gelato,indossavi i tuoi sandali rossi e un vestito stupendo,incurante del fatto che una guerra stava per cominciare e che la vita ti avrebbe portata chissà dove. Era come se sapessi che ce l'avresti fatta,ed è questo il motivo per cui ho attraversato la strada,Tatiana.
Perché io credevo che tu ce l'avresti fatta. Perchè credevo in te."


Tatiana e Alexander vivono un amore così forte e travolgente, che sarà fondamentale per permettere ad entrambi di non farsi vincere dalla guerra, di restare vivi e resistere alla fame e alle bombe. Secondo l'opinione di molti, Alexander è un uomo aggressivo e violento, ma scusatemi se mi permetto di dissentire: a pensare ciò è solo chi non ha capito nulla dell'intera storia. Il protagonista maschile de "Il cavaliere d'inverno", ha solo 22 anni ed ha un passato davvero doloroso alle spalle, questo ci fa capire perché molte volte grida invece di parlare o diventa violento e antipatico quando si tratta di difendere la sua Tania: è il solo modo che conosce per non perderla, per non soffrire di nuovo.
Nella seconda parte del romanzo, poi conosciamo un altro lato del nostro Shura ( nomignolo utilizzato da Tania per riferirsi ad Alexander): dolce, disponibile e romantico. Nei giorni trascorsi a Lazarevo, non fa atro che prendersi cura della sua amata, cerca di non trascurarla, di farle avere tutto ciò che merita, di renderla felice. 


SAGA: Avevo così tante cose di cui parlarvi, da dimenticarmi la più importante. "Il cavaliere d'inverno", è il primo romanzo di una vera e propria trilogia e gli altri due libri che la completano sono:

- Alexander e Tatiana.
- Il Giardino d'estate.

Leggerò e recensirò presto anche loro, quindi sbrigatevi a prendere in mano questo primo volume perchè io vi aspetto qui per ricevere le vostre preziose opinioni. Per farvi venire ancor più curiosità e convincervi ancor di più ad aquistarlo, vi lascio citandovi alcune parole della pagina finale di questo libro.

 "Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te... Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo... Alexander, un tempo ora mi hai portata, e ora io porto te. Nella mia eternità, ora io porto te.
Attraverso la Finlandia, attraverso la Svezia, fino in America con le mani tese, mi ergerò e mi farò avanti, destriero nero che galoppa senza cavaliere nella notte. Il tuo cuore, il tuo fucile, mi conforteranno, saranno la mia culla, la mia tomba.
Lazarevo stilla il tuo essere nel mio cuore, goccia d'alba al chiaro di luna, goccia del fiume Kama. Quando mi cerchi, cercami là, perché là sarò tutti i giorni della mia vita."


 

giovedì 21 aprile 2016

Tanti auguri Charlotte Bronte!

Miei cari lettori, oggi è il compleanno di una favolosa scrittrice Charlotte Bronte, così ho deciso di festeggiarla con un post. Devo ammettere che di questa autrice, ho letto solo un'opera e cioè "Jane Eyre", ma ben presto vorrei recuperare, infatti appena le mie finanze me lo permetteranno, acquisterò "Villette" . A questo proposito volevo ricordarvi che la Fazi editore ha pubblicato delle edizioni davvero molte belle anche di opere quasi sconosciute della Bronte, come: "Il professore", "Villette", "Shirley" e via discorrendo ( potrete trovarle tutte sulla pagina ufficiale dell'editore cliccando qui).
Dopo queste informazioni, vorrei passare direttamente a celebrare la cara Charlotte, ma soprattutto vorrei ringraziarla per quello che probabilmente ha insegnato a tutti noi.


 Charlotte, anche se non hai mai amato Jane Austen (e questo per me sarebbe stato un buon motivo per "odiarti"), ho apprezzato così tanto il tuo romanzo da leggerlo tutto d'un fiato. 
Tutti ricordano tua sorella Emily e il suo "Cime Tempestose", ma a me questa cosa non va giù. Ho sempre odiato la petulante e antipatica Catherine, mentre Jane ha suscitato in me un fascino irresistibile, soprattutto per la sua storia, perché di così vere non esistono più.

Grazie, perché ci ha insegnato che anche un orfana senza affetti  ne risorse, può costruirsi un buon futuro e contare qualcosa nel mondo.

Grazie per averci donato Mr Rochester, che sarà anche "vecchio", ma ha fascino da vendere.

Grazie per averci fatto capire che l'amore non ha età, anche quando gli anni di differenza sono più di 20.

Grazie per la brughiera inglese, ogni volta che la "leggo" e la immagino mi viene voglia di tuffarmici dentro, stendere un telo e leggere un libro.

Grazie per la scena in cui Mr Rochester si traveste da zingara indovina. E' stata spassosissima,dove lo trovi un uomo capace di compiere un gesto del genere e che rivela (in un certo senso), il suo amore alla donna che ama?

Grazie per il lieto fine, perché è sempre bello sperare che tutto vada per il meglio. Noi lettori vogliamo proprio questo.

Ed infine cara Charlotte, Tantissimi auguri!!!