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mercoledì 28 febbraio 2018

[Recensione]: "Occhi chiusi spalle al mare" di Donato Cutolo

Cari amici, in questo freddo ultimo giorno di febbraio sono qui a parlare di un libro che mi ha scaldato il cuore. Ero sul treno Verona - Napoli quando ho iniziato a leggere il mio compagno di viaggio e giunta a Bologna, già avevo sparso tutte le mie lacrime sulla poco confortevole poltrona che Italo offre ai suoi clienti. Non voglio, però, perdermi in chiacchiere. Ecco il libro protagonista del post di oggi:




Titolo: Occhi chiusi spalle al mare
Autore: Donato Cutolo
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2017
Casa editrice: Edizioni Spartaco
Pagine: 143
Prezzo: 13 euro

Trama

Introverso e schivo, Piero è cresciuto all'ombra di un padre distante e autoritario su un'isola immaginaria del Sud, approdo di migranti. Dalla morte prematura della madre, il ragazzo è solito affidare ad una matita pensieri e desideri, cercando nel disegno un modo per esorcizzare paure e fragilità. Un giorno, un incontro fortuito in un palazzo abbandonato cambierà prospettiva e direzione alla sua esistenza. 


Recensione

"Occhi chiusi spalle al mare" è una poesia malinconica e triste la quale, però, ci fa comprendere che in un mondo dominato dal male ogni tanto chi cerca di far del bene c'è. 

Piero è un ragazzo schivo ed introverso, che soffre per la prematura morte della madre e per l'intransigenza e severità del padre ingegnere. Mauro Righieri, è tutto ciò che suo figlio Piero non vuole essere: freddo, cinico e soprattutto privo di sentimenti nei confronti di chi è meno fortunato, come gli immigrati che affollano la sua terra, l'isola Isonta. Questi ultimi non sono così diversi da noi, hanno solo avuto la sfortuna di nascere in Siria, una terra resa pericolosa dalla guerra, una terra da cui scappare con la speranza di ricominciare a vivere. L'autore, Donato Cutolo, descrive con dovizia di particolari l'agghiacciante viaggio che tantissimi immigrati hanno dovuto affrontare, un viaggio che a molti costerà la vita:

"Il viaggio in mare era iniziato. Agghiacciante. I posti sulla barca erano rigidamente assegnati, impossibile alzarsi, i bisogni occorreva farli sul posto o in una bottiglia. Alcuni di loro venivano bastonati se solo tentavano di muoversi, due donne incinte che lamentavano vomito e nausea vennero prese a calci. A bordo c'era un silenzio irreale, il rumore dello scafo era così roboante che già dopo i primi chilometri a parecchi sembrò di impazzire. Le uniche voci, che presto erano diventate urla, venivano dalla stiva: erano richiesta d'aiuto di chi voleva uscire perché assetato e non poteva più respirare. Nessuno poteva fare nulla, avessero mosso un solo dito sarebbero stati catapultati in mare."


Un giorno, la monotona vita di Piero viene sconvolta dall'incontro con Jasmine e Youssef, due giovani ragazzi che hanno vissuto gli orrori della guerra e della morte ed hanno cercato di rincorrere la salvezza credendo che crearsi una nuova vita fosse possibile, ma non in Italia, non ad Isonta, dove vivono nascosti in un vecchio palazzo, sporchi, mal ridotti e affamati. Youssef e Piero comunicano allo stesso modo le loro emozioni: disegnano su un taccuino le loro paure, le esperienze che hanno vissuto e la felicità che non hanno mai conosciuto. Jasmine è bella, di una bellezza diversa da tutte le donne che il giovane Righieri ha incontrato fino a quel momento. I suoi occhi parlano, il suo cuore è sincero. E' proprio così che nascerà una splendida amicizia tra i tre ragazzi, ed è così che Piero deciderà di salvare i due immigrati, contando solo su se stesso e sulle sue forze. 




Giudizio


Non voglio dirvi di più su questo splendido romanzo, perché già sento di avervelo raccontato fin troppo. Sappiate soltanto che ho deciso di assegnargli 4 stelle e che la sua conclusione vi lascerà davvero senza parole.



A presto
La vostra contessa


mercoledì 21 giugno 2017

[Recensione]: Le sorelle misericordia di Marco Ciriello

Buon pomeriggio cari lettori, in questo mese di giugno sto leggendo molto, perché mi rilassa e mi fa dimenticare tutti i problemi e le preoccupazioni. Sì, la lettura è la mia medicina. Oggi vi parlo di un libro che ho letto in qualche ora, un romanzo che mi ha colpita molto e che tratta un argomento davvero complesso, quello della religione. Ecco la scheda.




Titolo: Le sorelle misericordia
Autore: Marco Ciriello
Editore: Edizioni Spartaco
Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
Pagine: 85
Prezzo: € 8,00
Citazione preferita: "... non ne posso più della poesia, delle citazioni, ci sono cresciuta in mezzo, i libri servono a giustificare la vita, a sopportarla, non a raccontarla, perché ogni vita è diversa, e ogni dolore lo è in maniera più grande".


Trama: Finalissima degli Open di tennis in Australia. L'italiana Laura Cammarata sta affrontando la campionessa Serena Williams in un match che ha dell'epico. Di colpo si ferma, interrompe la gara, lascia senza dare spiegazioni la Rod Laver Arena e pone fine alla sua carriera di tennista. La partita importante si giocherà su un altro campo, che vede due sorelle fronteggiarsi con visioni della vita divergenti. La prima alle prese con la sua profonda religiosità, la seconda costretta su una sedia a rotelle dalla Sla. "Due anime abitano nel mio petto" diceva Goethe. Così Ciriello contrappone le due donne in dialoghi su Dio e l'esistenza, lo sport e la malattia, Lourdes e il grande Slam, la fede e l'eutanasia. Gli scambi sono decisi, ostili, fino all'epilogo che porta le protagoniste e il lettore dall'hinterland napoletano a Barcellona.



Recensione

"Le sorelle misericordia" racconta la storia delle due sorelle Cammarata: Laura, campionessa italiana di tennis e Cristiana, costretta su una sedia a rotelle dalla Sla. Il loro legame è controverso, basato su punti di vista differenti e segreti difficili da nascondere. Le due donne si troveranno a vivere a stretto contatto nel momento in cui Laura deciderà di lasciare la sua carriera da tennista. Cristiana non comprende la decisione della sorella maggiore. Perché ha abbandonato la Rod Laver Arena, mentre stava vincendo contro Serena Williams? Perché lei che è sana, bella e piena di vita, ha deciso di non dedicarsi più alla sua più grande passione? Perché non c'è lei al posto della sorella? Perché il destino che le è stato riservato è così buio?

Le sorelle Cammarata hanno entrambi dei pesi sullo stomaco, difficili da mandar giù, ma soprattutto difficili da confidare l'una all'altra. Finalmente però trovano il coraggio e lo fanno. 

"Quando alla fine del terzo set ho alzato gli occhi  e visto la Vergine in alto di fronte a me, in una solitudine abbagliante, sembrava mi tenesse il cuore, e nessuno che si è accorto di questa straordinaria emozione, nemmeno riguardando i filmati; dopo mi sono sentita una randagia, sconquassata, abitata dal silenzio, con una invisibile corona azzurra che mi pesava addosso, un velo di respiro con il pensiero che si stacca, le parole che pure si staccano e una voce che chiede: Perché? Perché io?



A Laura è apparsa la Madonna, proprio mentre stava giocando la finale più importante della sua vita e lei, fervente cristiana, lo ha preso come un segno. Doveva lasciare l'effimero e dedicarsi alla sua spiritualità. Cristiana, ascolta le parole della sorella, ma non riesce a comprenderle. Per lei Dio non esiste ed anche durante la malattia resta di questo parere. Non troverà conforto in preghiere e recitando rosari, non focalizzerà le sue ultime speranze su un miracolo che è sicura non avverrà. Perché i miracoli non esistono e Dio non può trovare una soluzione che la scienza non ha. Cristiana vorrebbe manifestare alla sorella come si sente, come l'ha resa la sua malattia. L'autore riesce a spiegare lo stato d'animo di una malata di Sla, paragonandolo a quello di un prigioniero dei lager. Vi riporto queste parole che a me hanno fatto venire i brividi.


"Cristiana dopo la lite di ieri vorrebbe far capire a sua sorella che la malattia è un ghetto - c'ha perso del tempo per arrivare a questo esempio - Vieni deportata e rinchiusa contro la tua volontà in un mondo differente, che non ti appartiene e che ti è ostile, e ti ci devi abituare, devi provare a sopravvivere reinventando la tua vita su regole che non fai tu. Devi imparare a coabitare con il dolore che è freddo non voluto, e non è un gioco, non puoi smettere come ti pare. Anche perché poi diventa un lager, è un percorso degradante e senza speranza, almeno per le malattie come la mia, si ripete quasi a conferma. Rileggi Primo Levi e capisci. E lei adesso non sa in quanti pensassero di uscire dai lager, ma quello che è che non aveva mai pensato all'olocausto come proiezione in grande, estesa ad un popolo, di una malattia terminale, che un po' alla volta ti toglie le funzioni vitali, la libertà e ti lascia in balia di una sofferenza che non puoi respingere".


In sintesi, Marco Ciriello affronta un tema difficile, quello della religiosità e lo fa usando due punti di vista completamente diversi: quello di un credente e quello di un ateo. Nessuna delle due sorelle uscirà vincitrice da questo scontro-incontro, perché fervente religioso o meno, davanti al dolore si è ugualmente sconfitti. 



Giudizio



Attribuisco 4 penne a "Le sorelle misericordia" ed invito tutti voi a immergervi in questa lettura che vi farà riflettere e vi aprirà la mente su argomenti che, di solito, siamo restii ad affrontare.

Buone letture
La Contessa






martedì 27 settembre 2016

Memorie di un sognatore abusivo di Paolo Pasi

Care amici, oggi vi parlerò di un libro appartenente al genere della fantascienza. Non ho letto molti romanzi fantascientifici, ma questo mi ha realmente colpito: non ci sono mostri, non c'è violenza e soprattutto non si tratta delle solite storie lette e rilette. Vi ho incuriosito? Bene, passiamo alla scheda.



Titolo: Memorie di un sognatore abusivo
Autore: Paolo Pasi
Editore: Edizioni Spartaco
Pagine: 214
Prezzo: 14 euro

Trama: Il romanzo è ambiato nel 2035, in una città nella quale non esistono più tasse ad eccezione di una: quella onirica. I sogni sono controllati da una macchina chiamata X-19 che li riceve e di divide in categorie diverse, quelli di categoria A sono i più costosi, ai quali si susseguono quelli del gruppo B e di quello C. Il protagonista dell'opera è un sognatore incallito, non riesce ad addormentarsi senza perdersi nella sua immaginazione e quando si risveglia la X-19 gli presenta il conto, facendo aumentare i suoi debiti. Bob, così si chiama il protagonista, lavora in un negozio chiamato " Chi paga rompe", ha uno stipendio misero e ha deciso di separarsi da sua moglie Mara perché in due sognavano troppo. Quando ormai sarà sull'orlo del baratro e lontano dal trovare una soluzione ai suoi problemi, la sua vita sarà scossa da grandi cambiamenti, ma Bob sarà pronto ad affrontarli?




Avete mai pensato al fatto che qualcuno potesse controllare e tassare i vostri sogni? Sono sicura che la vostra risposta sia no! Beh anche la mia lo è, soprattutto perché credo che se qualcuno vedesse i miei sogni potrebbe prendermi per matta! Sono davvero gelosa della mia fantasia ed immaginazione, come lo è ognuno di noi. Mi sono immedesimata in Bob perché, io come lui, sono una grande sognatrice e se qualcuno mi dicesse che ciò che immagino durante la notte ha un prezzo da pagare, credo che finirei in banca rotta, Ma come sfuggire a ciò? Il protagonista di quest'opera pensa di intraprendere una carriera da gangster e tenta di trovare la soluzione in medicinali sponsorizzati che promettono di far dormire un individuo ad occhi aperti, questo però non basta. Allora uno che fa? Si rifugia nell'amore e cerca disperatamente di fregare il sistema. Non vi dirò se il nostro Bob ce la farà o meno, dovete leggere il libro e scoprirlo da voi, ma quello che posso affermare con certezza è che "Memorie di un sognatore abusivo" è un romanzo fuori dal comune e di certo non vi deluderà!

Buona letture miei cari e alla prossima!