lunedì 8 ottobre 2018

[Recensione]: "Volo di paglia" di Laura Fusconi


"Nel fienile i balloni c'erano ancora: lei e Luca avrebbero potuto giocare come sempre a Volo di paglia. L'avevano inventato insieme, quel gioco: Luca era stato il primo ad arrampicarsi sui balloni di fieno e a lanciarsi nel mucchio di paglia che c'era sotto. E poi aveva riso, dicendo che era la cosa più bella che avesse fatto."





Titolo: Volo di paglia
Autore: Laura Fusconi
Casa editrice: Fazi Editore
Data di pubblicazione: 30 Agosto 2018
Pagine: 238
Prezzo: € 15,50

Trama

Agosto 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme a Camillo i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due amici si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi. La stessa in cui, cinquant'anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri  della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo della campagna piacentina  dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzare la violenza.



Recensione






"Volo di paglia" è uno di quei romanzi che amo definire bomba a mano, una volta aperto e arrivati all'ultima pagina non ci si può sottrarre alla sua potenza devastante: le emozioni finiscono per oscillare da un estremo all'altro e poi, irrimediabilmente, prendono quota, fino a svuotarti completamente. 

L'opera di Laura Fusconi si divide in due parti: la prima ambientata nel passato e la seconda nel presente. Siamo nel 1946, Tommaso, Camillo e Lia sono tre amici che trascorrono la maggior parte del loro tempo a correre e giocare tra i campi verdi della deliziosa campagna piacentina. Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che, con l'uso della forza e della violenza - e l'ausilio del suo manipolo di camicie nere - esercita il comando a Verdeto. L'atteggiamento e la prepotenza di Gerardo spaventano tutti, ad eccezione di Don Antonio, il parroco del paese che ha il coraggio di affrontarlo utilizzando l'arma delle prediche e delle parole, e di difendere Bartoli, colui che è diventato l'obiettivo principale di Draghi. Bartoli, infatti, non ha potuto prendere parte alla guerra per via di un difetto fisico, ed è per questo che viene offeso e bullizzato dal tiranno del paese. 

STOP, fermo immagine. Dopo un susseguirsi di eventi, i personaggi principali della prima parte si bloccano, un po' come accade quando si gioca ad "un, due, tre: stella". Bisogna restare così, immobili. Fino a quando chi conduce il gioco non si appresta a farlo continuare. Ecco, che allo stesso modo, Laura Fusconi ferma nel tempo i suoi protagonisti e si accinge a riprendere in mano le loro vite solo nella seconda parte.
Quest'ultima si svolge nel 1998 e si focalizza sulle vicende di Luca e Lidia, due amici per la pelle che, attraverso i loro giochi, litigi e segreti, rievocheranno la storia dei loro coetanei del passato e ci permetteranno di scoprire cosa ne è stato di loro. 

Non voglio svelarvi troppo della trama, che ha dei punti di forza così importanti e sconvolgenti che desidererei li scoprisse da voi, piuttosto vorrei soffermarmi sui motivi che mi hanno spinta ad amare così tanto questo romanzo. 

Come avrete capito, che si tratti di passato o di presente, protagonisti di questa vicenda sono sempre i bambini. Non deve essere stato facile dar loro voce e cercare di far esprimere le loro emozioni di ansia, paura e smarrimento, in modo che risultassero vere e mai banali. Ma Laura Fusconi ci è riuscita, attraverso un linguaggio semplice e credibile, ma allo stesso tempo così tanto evocativo da commuovere. In questo senso le pagine più belle ed intense di "Volo di paglia" sono affidate a Franco Bartoli, un bambino fragile e disdegnato dai suoi amici, che si ritrova a vivere una situazione disperata. 



"Mamma... mamma sei lì? Mamma sei tu? Se sei tu perché non mi parli ? Ho sentito che sei entrata, ho sentito che hai aperto le porte del regno... mamma ...

Fate siete voi? Riportatemi a casa mia vi prego... farò il bravo, giuro che farò il bravo... parlatemi, ho paura... non fatemi del male... non lo dico a nessuno che siete cattiva...

Giuro

che "

Negli anni della dittatura fascista, del terrore e del secondo conflitto mondiale che incombe come una forza distruttrice contro cui niente si può, questi ragazzini s'inventano un mondo fantastico e immaginario, dove fate e streghe si rincorrono e dove bene e male si sfidano. Un mondo in cui non c'è posto per i deboli, ma dove il gioco la fa sempre da padrone decidendo il destino di tutti. Un gioco crudele di cui si sente solo l'eco e si respira la paura che reca con sé, un gioco chiamato guerra.  

Insomma, Laura Fusconi ha trovato la soluzione più appropriata ed evocativa, per raccontarci un periodo storico importante vissuto attraverso gli occhi dei bambini. Così come il piccolo Pin di Calvino possiede un sentiero dei nidi di ragno, allo stesso modo Lia, Camillo, Tommaso e Franco si rintanano nel Bosco delle fate ed in quello delle streghe, perché anche nei tempi più bui, i bambini non possono mai smettere di essere bambini. 







Non posso che attribuire 4 stelle a "Volo di Paglia", un romanzo che mi ha commosso e scosso davvero tanto, opera della penna di Laura Fusconi, una ragazza molto talentuosa di cui certamente sentiremo parlare in futuro.



Un abbraccio e a presto,
la vostra Contessa.









Nessun commento:

Posta un commento