lunedì 16 aprile 2018

[Recensione doppia]: "Il tempo dell'attesa" di Elizabeth Jane Howard

Cari lettori, oggi sono qui per presentarvi la mia prima recensione doppia, nata dalla collaborazione con la mia amica Silvia felice con un libro. Di seguito troverete la mia recensione sul secondo volume della saga dei Cazalet e cliccando QUI, quella scritta da Silvia. Oltre a ciò abbiamo deciso anche di dar vita ad un vero e proprio "Botta e risposta" nel quale potrete capire meglio l'idea che ci siamo fatte su questo libro, ma più in generale anche sull'intera famiglia Cazalet. Detto questo, buona lettura!





Titolo: Il tempo dell'attesa (secondo volume della saga dei Cazalet)
Autore: Elizabeth Jane Howard
Data di pubblicazione: 14 Aprile 2016
Casa editrice: Fazi editore
Pagine: 640
Prezzo: € 18,50

Trama: 

Siamo nel settembre del 1939 e la guerra è giunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari ed il cielo non è mai vuoto, anche quando non c'è il sole.  A prendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita del tutto nuovo. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere destinato al padre appena partito per la guerra. Ed infine Polly, ancora alla ricerca della sua vocazione, risente dell'inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, più di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro. Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libertà. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l'intera famiglia vive in un clima di sospensione mentre attende che la vita ritorni ad essere quella di prima. 



Recensione



"Cominciarono ad agitarsi sulle sedie, chi mormorava, chi accendeva una sigaretta, chi diceva ai bambini di andare fuori a giocare. Il peggio stava accadendo, e loro si comportavano come se niente fosse. Era così che faceva la sua famiglia quando le cose andavano male."


Ci sono voluti esattamente cinque mesi perché terminassi questo secondo volume dei Cazalet. Cinque mesi in cui l'ho intervallato ad altre letture, cinque mesi in cui mi accadeva di leggerne anche 100 pagine in modo furente, ma poi finivo per lasciarlo sul comodino a prendere polvere. Cinque mesi ed ancora non ho capito quanto mi sia piaciuto e quanto mi sia non piaciuto. Però, questa cosa mi stuzzica, fa sì che io mi continui ad interrogare sulle righe lette con desiderio, in cui ho ritrovato la penna della Howard che tanto ho amato nel primo libro della saga, e quelle che ho fatto fatica a leggere, perché le trovavo terribilmente noiose. Ma facciamo chiarezza e cominciamo dall'inizio. 

"Il tempo dell'attesa" prende le mosse dall'autunno del 1939, la guerra è appena iniziata e quasi tutti i membri dei Cazalet - fatta eccezione per Edward e Hugh che si occuperanno dell'azienda di famiglia e di Rupert che si arruolerà - vivranno ad Home Place per mettersi in salvo dai bombardamenti e dalla distruzione che il secondo conflitto mondiale porterà con sé. Per i Cazalet questo, però, non sarà un periodo di staticità, ma di grandi cambiamenti, che ci verranno raccontati dalle tre donnine di casa: Louise, Polly e Clary. 

Louise ha un solo progetto per il futuro: vuole diventare a tutti i costi un'attrice. Così decide di unirsi ad una compagnia teatrale e di vivere a Londra, una città moderna, nella quale le donne indossano i pantaloni, vivono i loro amori in libertà ed assumono il pieno controllo della loro vita. Oltre ai sacrifici che dovrà compiere in nome del suo sogno, Louise dovrà anche scontrarsi con la persona che, probabilmente, odia di più al mondo: suo padre. Edward ha approfittato di sua figlia adolescente, trattandola quasi come una delle sue amanti, ma ormai lei è cresciuta e nelle pagine de "Il tempo dell'attesa" non solo riuscirà a dire di NO alle molestie di suo padre, ma gli rovescerà addosso tutto il disgusto che prova per lui, per la sua vita da marito infedele e bugiardo. 

Polly è sempre la stessa: più buona del pane e più bella di quanto creda. La sua umiltà e il suo carattere remissivo, però, finiscono per metterla all'ombra delle sue cugine, cosa che lei non merita assolutamente. Ecco, perché spero che nei futuri libri riesca a prendere il coraggio necessario per rendersi protagonista e non aiutante, assistente e personaggio di serie B, perché Polly vale, l'unico problema è che lei non lo sa.  

Devo ammetterlo, Clary è la mia preferita. Mi ricorda Jo di Piccole Donne, un maschiaccio nei panni di una signorina per bene, che prende tutte le situazioni di petto, anche quelle negative. Si occupa di suo fratello, ama suo padre più della stessa vita ed impara anche a confortare la sua matrigna Zoe, in alcuni momenti delicati per lei. Clary è piena di riserve e di storie da raccontare. Il suo sogno è ambizioso: diventare una scrittrice. Così ecco che in suo aiuto accorre la sua migliore amica, Polly, che le farà un regalo speciale: uno scrittoio dove potrà finalmente provare a scrivere le opere che si spera la renderanno celebre. 

 La cosa che più ho amato di questo romanzo è proprio il veder crescere il legame indissolubile che si crea tra le due cugine. L'una non potrebbe prendere alcuna decisione senza i consigli dell'altra e anche quando litigano non possono pensare di potersi dividere e porre fine alla loro amicizia. 


" << Ho capito cosa vuol dire. E' una specie di trappola. Uno non dice le cose alle persone a cui vuol bene. Invece io penso che più vuoi bene a qualcuno, più dovresti dirgli tutto, anche le cose brutte. Credo che dirsi le cose sia il più grande gesto d'amore. >>  Mise il braccio intorno a Polly. << Non devi mai più portare da sola un peso simile. Promettilo!>>
<< Va bene. Ma prometti anche tu.>>, disse Polly.
<< Lo prometto. Ogni omissione sarà un segno di non amore >>. "



Alla fine della lettura mi sono chiesta, cosa è mancato a questo libro per farmelo apprezzare davvero? La verità celata negli occhi di Hugh, il racconto di una guerra di cui si sente solo l'eco e la sua presenza ingombrante, che viene tirata fuori ogni tanto dalla storia di vita di qualche personaggio. Forse, però, è presto per parlare, quindi taccio e spero di trovare tutto questo nel terzo volume dei Cazalet. 


Botta e risposta



1) Hai preferito il primo o il secondo volume?

Anna: Il primo

Silvia: Il primo

2) Qual è il tuo personaggio maschile preferito?


Anna: Rupert

Silvia: Hugh


3) Descrivi i seguenti personaggi con un solo aggettivo:

Anna: Clary - tenace; Neville - capriccioso; Edward - viscido.

Silvia: Clary - onesta; Neville - stupido - Edward viscido.

4) Hugh, Raymond e Rupert: chi sposi, chi baci, chi butti via?

Anna: Sposo Rupert, bacio Hugh e butto via Raymond.

Silvia: Sposo Hugh, bacio Rupert e butto via Raymond.

5) Villy, Zoe, Sid: chi sposi, chi baci, chi butti via?

Anna: Sposo Zoe, bacio Sid, butto via Villy.

Silvia: Sposo Sid, bacio Zoe, butto via Villy.

6) Qual è la tua citazione preferita? 

Anna: La mia citazione preferita è l'ultima inserita nella recensione scritta da me, relativa al dialogo che si svolge tra Polly e Clary alla fine del romanzo.

Silvia: "Ma come si fa a non preoccuparsi per se stessi? Per quanto suoni egoistico si convive con se stessi giorno dopo giorno, circostanza che non può essere ignorata, a mio avviso."

Potrete leggere altre domande di questo simpatico botta e risposta sul blog della cara Silvia.

Fatemi sapere se questa recensione doppia vi ha divertito e vi è piaciuta.

Alla prossima, la Vostra Contessa. 








5 commenti:

  1. Interessante il botta e risposta. Il libro sembra carino ma soprattutto bentornata Annamaria

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    1. Grazie Susy, ce la sto mettendo tutta per essere un po' più presente. Spero di farcela!

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  2. Ciao Annina bella, sono proprio contenta che alla fine ce l'abbiamo fatta a fare questa recensione :) Inutile che te lo dica... sono d'accordo su tutto ahaha

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    1. Ciao Silvietta cara, speriamo di collaborare presto insieme e magari di trovarci un po' più in disaccordo XD

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  3. Ciao Annamaria! Complimenti a entrambe per l'ottima idea della doppia recensione.
    Io sono una grande fan della Howard e dei Cazalet, perciò non posso che apprezzare questo vostro lavoro.
    P.S. Io bacerei sia Rupert che Hugh! 😍

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